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Segnalato da Stefano P.
Qui vedo solo foto, però di foto io non ne ho. Volevo segnalare che parecchi anni fa feci un lavoro di ricerca per una cattedra dell’Università di Roma “La Sapienza”, mentre ero ancora un suo studente. Tutto sarebbe stato perfetto (ottenni anche una borsa di studio per la cosa) - quindi tutto legale, congruo e rispettoso dei miei diritti di persona, concetti normalmente estranei al vocabolario universitario italiano - se non fosse che dopo aver pubblicato il testo per la Facoltà incontrai tale Adriana Signorelli – una tipa alquanto incapace che faceva da tirapiedi al professor Butera presso la cattedra di Sociologia dell’Organizzazione e che in passato mi aveva solo creato problemi – che mi si avvicinò rossa di rabbia e straripante di bile perché avrebbe preteso che io dopo quasi due anni di lavoro d’equipe su un progetto decisamente faticoso le consegnassi in toto la ricerca, così se la sarebbe pubblicata a suo nome. Terminò la sua ramanzina d’invasata con una minaccia: “questa me la lego al dito, me ne ricorderò e non gliela farò passare liscia!”
Anche io me la sono legata al dito, e dopo tanti anni ti mando questa mia denuncia: ADRIANA SIGNORELLI… Mi sembra insegni ancora sociologia del lavoro alla Facoltà di Psicologia, sempre a Roma… che troia signori…